(Fonte: live4likeever, via lostnymph)
(Fonte: live4likeever, via lostnymph)
(Fonte: musical-chairs-at-fairs, via vodkaandvogue)
(Fonte: synodik, via blinded-by-tears)
Un mercante di dolore in vendita, uno spazio. Questo senza spigoli, figure mobili e indifferenti. La paura di non uscire, dar voce all’anima lacerante, piena, un’anima che crede di essere speciale, in un corpo che si muove: solo il mio.
Toccami ma non troppo, non voglio rimaner fermo. Un messaggio di dolore te lo lascio nel bianco. Siamo tutti etichette di prodotti fruibili al pubblico, ci comprano, ci vendono: ci svendiamo.
Un labirinto di manichini lucidi e immobili. Io mi muovo perché voglio scappare. Le immagini di ignoranza, di guerra, di dolore ci stratificano, ci immobilizzano: siamo indifferenti. In questo labirinto di corpi, se si arriva al centro c’è spazio; non sono ancora uscito, anzi, bacio un addio se mi siedo al centro: sono bianco come voi, ho un codice: non voglio essere un numero. Non sto sbagliando se voglio scappare, uscire, non sono speciale, sono un cuore che vive e mi sento. Miracolo: con un gesto e potrei farla finita. Campi di me intorno senza pensieri: solo forme. Un amore che devo nascondere perché tra le mie certezze e paure non mi abbraccia nessuno: silenzio. Non mi fanno capire che mi sentono. Aiutami a diventare forte, a togliere questo bianco che non mi fa comprendere. So che c’è un luogo che farà per me, è lì che volerò. So che c’è un posto, quello di cui non parlo mai, quello in cui nascondersi per guardare lo sporco di passione: senza bianco, solo sporco.
(Fonte: intellectualpromiscuity, via blinded-by-tears)
(Fonte: , via wicked-youth)
(Fonte: s-t-a-r-l-e-s-s-n-i-g-h-t, via gothsandpunks)
(via declansineccles)